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Introduzione
Con questo documento comunichiamo ai partecipanti, a chi vuole aiutarci e a chiunque stia visitando questo spazio, la nostra volontà di costruire le basi per un radicale cambiamento nella comunità degli esseri umani. Qui vengono raccolte le nostre idee e i nostri sforzi, nella speranza che essi fungano da ispirazione, base e materiale di riflessione e lavoro per l'edificazione di una società consapevole e libera.
Sinergia tra Software Libero e conoscenza libera
Il movimento del Software Libero sta iniziando a trasformare il modo in cui pensiamo, impariamo e lavoriamo. Esso sta aiutando a rendere la Tecnologia dell'Informazione (TI) universalmente accessibile e sta inoltre alimentando la convinzione che la conoscenza debba essere libera.
Un software rilasciato sotto licenza libera garantisce a utenti e sviluppatori quattro fondamentali libertà, che hanno importanti ripercussioni su tutto il futuro evolutivo del software e sulle persone che lo utilizzano. Esso è il fondamentale mezzo attraverso il quale è possibile diffondere la libera conoscenza. Grazie alla sua stessa definizione esso si colloca naturalmente come strumento di realizzazione di questo approccio alla vita e alla conoscenza.
La libertà di eseguire liberamente un software, per qualsiasi scopo, rende possibile, non ponendo limiti, la diffusione della conoscenza e la sua diretta sperimentazione aumentandone quindi le caratteristiche di universalità. Ciò comporta, dal lato pratico, una netta evoluzione dei contenuti poiché alle iniziali idee di poche persone subito si aggiungo i punti di vista di milioni di altre.
La libertà di studiare il codice predispone il software a essere studiato e capito, senza porre freno alla sete di conoscenza e consentendo un apprendimento completamente trasparente. Grazie a ciò è quindi possibile abbattere molte barriere che a livello pratico renderebbero molto difficile la diffusione della conoscenza. Dal lato pratico essa concorre all'ottenimento di un mezzo sempre migliore dato dal contributo di chiunque sia interessato.
La possibilità di poter adattare il software secondo le proprie esigenze porta all'effettiva evoluzione del codice, rendendo possibile l'universalizzazione e la diffusione di esso e l'implementazione di nuove soluzioni nate dal pensiero di tutta la comunità. L'insieme delle persone che partecipa a tutto questo viene quindi investito di un grande potere e di una grande responsabilità, ossia quella di rendere effettive le libertà che burocraticamente vengono definite da una licenza. E' infatti compito della comunità, che diviene quindi attiva, il rimuovere qualsiasi ostacolo: sia essa dovuta a differenze linguistiche, culturali o materiali.
L'ultima forte spinta che il software libero fornisce è la libertà di poter redistribuire i contenuti modificati. Ciò comporta un arricchimento dell'esperienza delle persone coinvolte e un sostanziale miglioramento dei contenuti. In questo modo inoltre, si solidificano le basi della comunità e si stabiliscono nuovi modelli di cooperazione e nuove reti di comunicazione. Questo modo di relazionarsi a un oggetto o problema spinge persone diverse (in eta, cultura, lingua, condizione sociale) a cooperare con lo scopo di ottenere un beneficio comune e non unicamente per fini personali.
In quest'ottica di cooperazione non sono pochi i fattori da tenere in considerazione per realizzare quanto suggerito dal software libero.
Caratteristiche di una conoscenza libera
Dal modo in cui il Software Libero è stato concepito emerge immediatamente il suo legame naturale non solo con le comunità di persone, ma con la conoscenza libera. Esso infatti promuove una forma di comunicazione e apprendimento completamente trasparente, orizzontale e universale. I contenuti liberi, non essendo oscurati da nessun artificio burocratico o materiale sono accessibili da tutte le persone in maniera completa. La presenza di una grande mole di documentazione inoltre favorisce i soggetti con meno esperienza. Il software libero garantisce inoltre un sistema orizzontale (in opposizione a uno piramidale). Non esistono infatti scale gerarchiche ed ognuno ha le stesse basi di partenza e le stesse possibilità di apprendimento. Inoltre qualsiasi frutto di questo lavoro viene condiviso ed è quindi universale. In questo modo la conoscenza è contemporaneamente di tutti (in quanto ognuno può averne accesso) e di nessuno (in quanto nessuno può reclamarne la proprietà e oscurarla). Nessuno infatti ha più potere degli altri e tutti detengono il massimo del potere. Tuttavia la realtà non è cosi semplice: esistono infatti enormi divari tra le persone. Essi sono di tipo culturale, linguistico, materiale... Infatti non è detto che ogni informazione sia disponibile in tutte le lingue del mondo o comprensibile da tutte le persone. Inoltre il livello di formazione delle persone è molto variegato. Non tutte le persone quindi hanno effettivamente i mezzi (anche fisici) di apprendere, anche se in potenza il software libero li garantisce senza distinzioni. E' compito quindi di chiunque abbia i mezzi di operarsi per limitare e eliminare questi problemi. E' importante sottolineare che ognuno di noi, ha il potere di agire. Esiste una capacità che tutti gli esseri umani possiedono, in ogni momento della loro vita: quella di comunicare. E' proprio questo il punto fondamentale attorno al quale si snoda tutto il cambiamento a cui noi auspichiamo. Ogni persona, in qualunque momento della sua vita, possiede questo potere. La base fondamentale per rendere effettivo l'esercizio di tutte queste libertà ha quindi sede proprio in noi, nella nostra attitudine verso la conoscenza e specialmente verso le persone.
Comunicare la libertà
La base fondamentale affinché qualsiasi tipo di comunicazione possa avvenire è il contesto in cui essa avviene. Esso non è un luogo materiale, bensì si trova all'interno delle persone.
Il contesto è dato dal modo in cui ci si relaziona con gli altri, da come vengono concepite le altre persone e dall'attitudine nei loro confronti. E' questo infatti il vero terreno su cui lavorare affinché la conoscenza libera possa attecchire. Lavorando sulla comunicazione infatti è possibile estirpare le caratteristiche di élitarietà, inaccessibilità e ermeticità della conoscenza. In questo modo si crea un duplice cambiamento: la comunicazione infatti è un canale di collegamento tra due o più persone e, in quanto tale, esso viene percorso in tutti i sensi possibili. Quando si trasmette un messaggio quindi entrambi i partecipanti alla comunicazione fanno esperienza e ne traggono beneficio. Non esistono infatti in questo caso un emittente e un ricevente, ma entrambi i soggetti prendono parte attivamente al fenomeno della conoscenza, rivestendo tutti e due i ruoli. Qual è dunque la chiave per rendere tutto questo effettivo? Essa è l'attitudine all'ascolto.
Attitudine all'ascolto
Per attitudine intendiamo solitamente l'atteggiamento con cui ci poniamo nei confronti di una persona o di un evento. Questa definizione non è del tutto scorretta, anche se una più attenta analisi ci rivela implicazioni molto più profonde. L'attitudine può infatti essere intesa come una trasformazione della volontà umana più sincera e profonda in atteggiamento, e quindi in un grado di favore o sfavore manifestati nei confronti di un oggetto, di un evento sociale, o di una persona. Possiamo quindi stabilire che l'attitudine non è una predisposizione innata od istintuale, ma piuttosto una predisposizione d'animo, propria della coscienza o della psiche. Per ascolto invece consideriamo la parte più complicata e meno immediata che questa parola evoca. Il verbo ascoltare, secondo la nostra definizione, non si limita unicamente ad indicare la percezione acustica di un individuo, ma può giungere a contemplare un significato di quest'azione che arrivi a comprendere l'essenza umana. L'ascolto infatti, inteso in questo senso, non si limita all'udire le parole dell'altro, ma vive dell'attenzione nei confronti del nostro interlocutore. Quando si ascolta non si odono solamente con più o meno attenzione le parole altrui: quando si ascolta si apre se stessi, per un'accettazione totale e incondizionata dell'altro, che e l'altro, attraverso le sue parole comunica non solamente il contenuto della sua frase, ma anche e soprattutto la sua anima (<da cambiare con qualcosa con connotazione meno religiosa>). L'attitudine all'ascolto è dunque la volontà, più sincera e spassionata di un individuo, di conoscere l'altro e se stesso nell'altro attraverso un'attenzione incondizionata nei confronti dell'interlocutore. (Tutto ciò può risultare complicato nella pratica quotidiana, ma certe volte basta arrestare un attimo il corso turbinoso dei propri pensieri, fare un respiro profondo, e aprire le nostre barriere, affinché le parole comunicate arrivino senza una precomprensione.)
Per promuovere una conoscenza effettivamente libera occorre quindi lavorare sulla nostra volontà di comunicare. Grazie a ciò il nostro messaggio verrà quindi interiorizzato, e nuovi elementi andranno ad arricchire la sensibilità e il pensiero critico delle persone con cui dialogheremo.
Per portare però un cambiamento concreto all'interno della società bisogna entrare in contatto con le sue basi, ossia con quelli che nel futuro diventeranno cittadini e prenderanno poi parte alla vita della società. Essi sono gli studenti. La chiave di un qualsiasi cambiamento a lungo termine all'interno di una comunità risiede infatti nelle generazioni future e nella loro educazione.
Il metodo chiave di diffusione del software libero e di ciò che esso implica deve quindi risiedere all'interno dell'educazione (o meglio, del sistema educativo). Anche in questo ambito ovviamente il modo in cui la conoscenza viene diffusa è fondamentale. Lo scopo infatti è educare a un pensiero critico e non inculcare idee nelle persone senza che esse vengano comprese e interiorizzate appieno.
Educare alla libera conoscenza
Come già si è visto il software libero ha un profondo e naturale legame con il concetto di comunità. Di conseguenza esso può naturalmente essere esteso nell'ambito del sistema educativo. E' proprio in questo contesto infatti che le nuove menti vengono formate. All'interno di una scuola ci si trova sempre a stretto contatto con altre persone e si è quindi portati spesso a dover collaborare con altra gente. Inoltre le istituzioni educative (e non solo) si prefiggono come scopo quello di di formare i cittadini della società.
In quest'ottica è quindi lampante l'importanza che il software libero può avere e come esso possa portare al consolidamento di tutto ciò che concerne la collaborazione e il lavoro di gruppo.
Esso proprio per definizione incentiva la condivisione di idee e progetti e rende possibile la cooperazione di più persone senza creare un modello verticale di organizzazione.
Il Software Libero è particolarmente adatto inoltre a essere applicato nello sviluppo dei paesi poiché aiuta a formare esperti localmente, trattiene e conserva i fondi investiti in Tecnologia dell'Informazione nella comunità locale, essendo disponibile a costi quasi nulli.
Educare quindi al software libero e di conseguenza alla libera conoscenza è quindi fondamentale nello sviluppo di un qualsiasi paese o comunità. Il processo educativo, come già discusso precedentemente, non deve indurre chi diffonde la conoscenza nel tranello di comunicare stabilendo un canale a senso unico e elitario, in cui si crea una dipendenza tra l'educatore e chi viene educato.
E' quindi fondamentale ricordare che ogniqualvolta si diffondono contenuti liberi non bisogna porsi come insegnanti, ma si deve tenere presente che l'atto comunicativo comporta una crescita di tutte parti. Occorre quindi prestare attenzione al sensibilizzare il pubblico a tutto ciò che è inerente a queste libertà senza tuttavia indottrinare i nostri destinatari, ma alimentando in loro la sete di conoscenza e il proprio pensiero critico. In questo modo si formano persone con tutto ciò che serve per compiere una scelta in completa autonomia, e quindi con il potere di contribuire effettivamente a un ulteriore evoluzione del software, della conoscenza e della comunità che partecipa a questa esperienza.
La chiave è dunque creare consapevolezza e coscienza all'interno delle persone. Occorre però tenere presente che non sempre sarà possibile comunicare direttamente con le persone. Trasmettendo informazioni attraverso i mezzi mediatici si creerà sempre una dipendenza tra coloro che intendono imparare e coloro che producono i contenuti. Le guide testuali o i repository ad esempio sono un utile mezzo di diffusione dell'informazione, ma implicitamente celano delle insidie.
La conoscenza in essi contenuta infatti viene imposta in maniera autoritaria: infatti un qualsiasi utente può accedere a tutta la conoscenza contenuta nel mezzo in questione, ma è l'autore del documento che tacitamente decide cosa comunicare e cosa no, sia che questa scelta sia consapevole, sia in caso contrario. Nel caso di una comunità di eruditi, questo non comporta un problema in quanto ogni persona può accedere al canale di comunicazione e modificarlo in modo da includere le informazioni inavvertitamente tralasciate.
Nel caso più realistico di una comunità in cui tutta la conoscenza disponibile deriva da pochi esperti, una dimenticanza del genere può risultare incisiva. Si pone quindi il problema di trovare un formato che compensi questa mancanza.
Collegamenti e approfondimenti
da aggiungere:
- definizione di free software
- spiegare il concetto di comunità (in tutti gli ambiti: scuola, insieme di sviluppatori, società, ecc)
- chiarire concetti non completamente sviluppati

